PROTESI SENO: PROCURA DI TORINO INDAGA A SEGUITO DI ESPOSTO CODACONS

PROTESI SENO: PROCURA DI TORINO INDAGA A SEGUITO DI ESPOSTO CODACONS

 

SOSTITUTO PROCURATORE BOSCHETTO APRE INDAGINE PER FRODE IN COMMERCIO E VENDITA DI PRODOTTI PERICOLOSI

Sul caso delle protesi al seno potenzialmente cancerogene, la Procura della Repubblica di Torino ha aperto una apposita inchiesta a seguito di esposto presentato nelle settimane scorse dal Codacons. Lo rende noto l’associazione dei consumatori, commentando la decisione del Ministro della salute, Giulia Grillo, di chiedere un parere urgente al Consiglio superiore di sanità in merito alle “Protesi mammarie a superficie testurizzata e linfoma anaplastico a grandi cellule”.
Sulle protesi al seno a rischio c’è già una inchiesta della Procura, cui ci siamo rivolti per tutelare la salute di migliaia di donne italiane che hanno subito l’impianto di protesi mammarie potenzialmente pericolose – spiega il Codacons – L’autorità regolatoria francese ANSM aveva infatti già disposto la sospensione della vendita per possibili effetti cancerogeni derivanti dall’uso di tali dispositivi medici, e almeno tre regioni italiane nel gennaio 2019 (Toscana, Liguria e Trentino Alto Adige) hanno disposto verifiche e controlli attraverso la programmazione del follow up delle pazienti alle quali tali dispositivi sono stati impiantati.
Il Codacons nelle scorse settimane aveva dunque presentato un esposto in cui si chiedeva alla Procura di acquisire le indagini già svolte dall’ente francese e accertare se fossero ravvisabili fattispecie penalmente rilevanti come la frode in commercio (art. 515 c.p.) e immissione in commercio di prodotti pericolosi (d.lgs.206/2015) a carico del produttore e/o distributore dei dispositivi medici, nonché eventuali responsabilità dell’ente certificatore CE ed eventuali responsabilità delle autorità sanitarie centrali o locali.
Il Sostituto Procuratore di Torino Delia Boschetto, a seguito di esposto Codacons, ha ora aperto una formale inchiesta procedendo per i reati di “frode in commercio” e “e immissione in commercio di prodotti pericolosi”.

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